FLC Cgil Gorizia - Federazione Lavoratori della Conoscenza

“Decreto Brunetta” - D.L. 112 del 25.06.2008
05-07-2008 21:15
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Decreto Brunetta” Art. 71 Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti

Da qualche giorno  i nostri iscritti ci stanno chiedendo informazioni sull’ormai famigerato art 71 del “decreto  Brunetta”. Di seguito pubblichiamo il testo.

 

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2008 il Decreto Legge n. 112 collegato alla manovra finanziaria per il 2009 approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno scorso.

Il decreto si presenta come una vera e propria Finanziaria, formata da 84 articoli e due allegati.

L'ispirazione generale in materia di Pubblico Impiego è coerente con la campagna propagandistica delle scorse settimane: irrigidimenti normativi e attacchi al sindacato, in nome della guerra ai "fannulloni", insieme ai tagli indiscriminati al settore pubblico per finanziare la manovra sull’ICI e sugli straordinari. Se queste manovre avranno seguito, le conseguenze sull’offerta pubblica, in particolare su Università, Scuola, Ricerca e AFAM, saranno pesantissime e determineranno degrado della qualità e delle prestazioni.

A questo si aggiungono l’allentamento delle norme contro il lavoro nero, l’estensione della possibilità di ricorrere ai contratti a termine, pensionamenti forzosi e norme vessatorie sulla malattia.

Sugli aspetti che riguardano direttamente i nostri settori abbiamo predisposto una scheda di valutazione dei singoli articoli.

Come abbiamo già avuto modo di dichiarare nei giorni scorsi: noi non ci stiamo!

Art. 71

Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni

1. Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei primi dieci giorni di assenza e’ corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennita’ o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonche’ di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento piu’ favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonche’ per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti dall’applicazione del presente comma costituiscono economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa.

2. Nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.

3. L’Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilita’ del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, e’ dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi.

4. La contrattazione collettiva ovvero le specifiche normative di settore, fermi restando i limiti massimi delle assenze per permesso retribuito previsti dalla normativa vigente, definiscono i termini e le modalita’ di fruizione delle stesse, con l’obbligo di stabilire una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni. Nel caso di fruizione dell’intera giornata lavorativa, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente, per ciascuna tipologia, viene computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza.

5. Le assenze dal servizio dei dipendenti di cui al comma 1 non sono equiparate alla presenza in servizio ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa. Fanno eccezione le assenze per congedo di maternita’, compresa l’interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternita’, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l’espletamento delle funzioni di giudice popolare, nonche’ le assenze previste dall’articolo 4, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, e per i soli dipendenti portatori di handicap grave, i permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

6. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi.

Allegati:

Alcuni commenti al decreto:

Alessandro,  dice:

Sono un insegnante, quindi un dipendente pubblico.
Nessun problema per il licenziamento dei fannulloni, tanto sono pochi, checché ne dicano gli ubriaconi da bar e i “privati” sempre incazzati. Ho lavorato anche in una realtà privata da 8 al giorno e di sicuro mi sbatto di più come insegnante, perchè quando sono in classe sono sempre sotto osservazione, e quando vado a casa devo preparere lezioni, relazioni, compiti in classe e correggerli (6 classi = 6 compitii al mese per circa 150 studenti), altro che pause caffè ogni mezz’ora o fancazzismo quando il boss è fuori sede.
Piuttosto cerchiamo di capire CHI licenzia e con quali strumenti. Spesso il dirigente (scolastico o no) gratifica solo gli “yes men” e chi non gli contesta un caxxo. Qualcuno dimentica che gli uffici NON sono del dirigente, come invece una ditta privata è del datore di lavoro. Allora, come dicono tanti “vagabondi” pubblici, voglio una pagella ED IL LICENZIAMENTO ANCHE PER IL DIRIGENTE (che magari fa 1-2 ore al giorno in più in ufficio a 30-40 euro ad ora o più e legge il giornale o fa di peggio) NON LO SPOSTAMENTO AD ALTRO UFFICIO.
Brunetta, prendimi come consulente, mi offro GRATIS, basta che mi paghi le spese vive perchè forse non sai che gli insegnanti italiani sono I PEGGIO PAGATI DI EUROPA .
Vengo a Roma e ti spiego in due giorni come puoi fare.
Dì alla tua bella ministra per l’istuzione di tirare fuori i soldi perchè almeno metà delle scuole sono FUORILEGGE per la sicurezza e in molte NON ci sono i laboratori, altro che vagabondi!
La scuola va avanti col VOLONTARIATO perchè la quasi totalità delle cose che ci sono richieste e che sono esssenziali per i nosri figli, sono ATTIVITA’ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO, cioè GRATIS, comprese nello stipendio, e ne agguingono di anno in anno!
Ma credo che sia fiato sprecato, perchè è molto facile sparare nel gruppo per accontentare gli ubriaconi da bar, mantre è difficile risolvere davvero le situazioni.
Scusate lo sfogo, ma non se ne può più di questo qualunquismo di merda!

Cinzia dice:

Il caro Brunetta ha preso il posto del …onorevole Bersani. L’acredine nei confronti della P.A. è inaccettabile! E’ possibile che questi politici debbano sfogare le loro frustrazioni su persone che comunemente fanno una fatica immane a sbarcare il lunario?
Proponiamo noi, invece, un referendum che sancisca la costituione di una commissione i cui componenti vengono nominati dalle diverse associazioni di lavoratoti che abbia la capacità di vigilanza sulle assenze dei politici dal Parlamento. A mio avviso proprio quelle andrebbero giustificate vista l’importanza del mandato elettorale.
Vorrei lanciare un monito al maggiormente illuminato nella maggioranza di Governo, vale a dire Berlusconi: lo fermi o sarà la rovina.
Credo che lei sappia che i Governi si creano e cadono sulla pubblica opinione! Mi creda in questo momento se si andasse a votare il consenso sarebbe intorno allo zero.
Glielo dice una persona che senza remore dichiara di aver consapevolmente votato il suo Governo ma se le cose continuano in tal senso mi auguro che presto possa sgretolarsi.
Quest’affermazione non certo solo per difendere una serie di categorie che con assoluta abnegazione lavorano per circa 1100 euro al mese ma per far fronte anche al disprezzo con cui Brunetta si esprime nei confronti di quelle categorie. Protrei scrivere per ore o dimostrare come le sorti dell’Italia non si sollevano in questo modo ma combattendo la criminalità e il lavoro nero; in tal senso mi pare che il Governo stia facendo poco ma abbastanza per farci passare per popolo xenofobo. Mi auguro che le organizzazioni sindacali insorgano e facciano capire a sig. Brunetta che il volano dell’Italia è rappresenato da tutti coloro che si alzano al mattino per una manciata di euro e che temono anche di ammalarsi considerato che avrebbero difficoltà anche a curarsi.
Voglio fare la Cassandra della situazione (mi riesce quasi sempre… ma credo che col decreto Brunetta il Governo rischi un’inesorabile caduta non solo di stile.
Ad malora

Francesca dice:

Mi piacerebbe tanto che Brunetta si ritrovasse malato seriamente decurtato dello stipendio e relegato in casa come in prigione magari con una bella riabilitazione da fare visto che anche lui è un dipendente pubblico ma adifferenza di noi altri profumatamente pagato spesato e rimborsato. Iniziassero un pò tutti i nostri politici a ritrattare i loro contratti le loro pensioni e le spese che tutti noi poveracci gli spesiamo con le tasse che paghiamo ma non si vergognano nemmeno un pò?????

Lilla dice:

devo dire che i nostri politici hano davvero toccato il fondo.
dobbiamo ringraziarli che ci hanno lasciato l’ora d’aria? certo dovrebbero capire che così facendo i veri fannulloni andranno a lavorare sempre piu contenti. se poi il nostro governo ci fa aspettare mesi prima di poter prendere un’appuntamento per una visita specialistica…………….io davvero farei a meno di stare a casa……ma con un braccio inutilizzabile non pèosso lavorare, e magari anche domani potrei avere una visita a pagamento nella struttura ospedaliera pubblica……… ma davvero i soldi non bastano……..mi sembra quasi di dover pagare un pizzo allo stato

STEFANO dice:

BRUNETTA E CO. AVRANNO UN GRAN BEL RISULTATO… IN CAMBIO DI UN POSSIBILE CALO DEL NUMERO DI DIPENDENTI AMMALATI SI ASSISTERA’ AD UN AUMENTO DI QUEI DIPENDENTI CHE, PUR PRESENTI IN UFFICIO, SI GIRANO I POLLICI? A QUESTI ULTIMI,INFATTI, PROBABILMENTE SE NE AGGIUNGERANNO ALTRI… TUTTI QUELLI CHE SI SENTONO INGIUSTAMENTE ATTACCATI…
ED INOLTRE, CHISSA PERCHE’ DA QUESTE “PENALIZZAZIONI” SONO ESCLUSI I DOCENTI UNIVERSITARI? IL SIG./DOTT. BRUNETTA NON E’ FORSE UN DOCENTE UNIVERSITARIO….MAGARI A TEMPO PERSO?

Lennuccia Dice:

Io sono una precaria della scuola (maestra di scuola materna), durante un anno solare che va da gennaio a dicembre vengo in contatto con ogni genere di virus veicolato dai bambini, quest’anno tra influenza e virus intestinale (recidivo addirittura per i bambini, perchè gli stessi si sono ammalati più di una volta) era impossibile rimanere immuni e non ammalarsi, ditemi voi con ancora metà anno difronte a me, e alle mie colleghe, come dovremmo fare… anzi lo chiedo al BRUNETTA, che sembra illuminato sulla gestione dei dipendenti pubblici.
E poi…. l’ASL della mia città è gia congestionata di suo, il PRONTO SOCCORSO idem, dovrei rivolgermi alla GUARDIA MEDICA??? Tuttti li appassionatamente? Se fossi impossibilitata ad andarci verrebbe l’unica guardia medica del territorio a casa mia a visitarmi?? Con quali costi per lo Stato si attuerebbe quest’articolo??
E poi un fannullone, che si reca al lavoro non produce di più sapendo che per stare a casa deve fare una trafila burocratica immane, se era fannullone prima rimane fannullone timbrando ogni giorno il cartellino, io nella scuola ne vedo tante così, che magari non fanno nemmeno un giorno di malattia, ma renderebbero di più se stessero fuori dalle scatole.

Confido solo che questo articolo decada entro il 23/08 senza essere tramutato in legge dello stato, altirmenti a pagare non saremo solo noi dipendenti pubblici, ma anche il resto degli italiani che dovrà pagare per noi e con noi la burocrazia per attuare tale proposta.

 

Pubblicato in : Scuola, Notizie
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